<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:dtvmedia="http://participatoryculture.org/RSSModules/dtv/1.0"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>
<channel>
	<title>Comments on: Qual è l’utilità del coaching che svolgo nelle sedi di Roma e di Aosta?</title>
	<atom:link href="http://marcovalerioricci.net/qual-e-l%e2%80%99utilita-del-coaching-che-svolgo-nelle-sedi-di-roma-e-di-aosta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://marcovalerioricci.net/qual-e-l%e2%80%99utilita-del-coaching-che-svolgo-nelle-sedi-di-roma-e-di-aosta/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Aug 2010 16:15:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>By: Marco Valeri</title>
		<link>http://marcovalerioricci.net/qual-e-l%e2%80%99utilita-del-coaching-che-svolgo-nelle-sedi-di-roma-e-di-aosta/comment-page-1/#comment-1723</link>
		<dc:creator>Marco Valeri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 14:34:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://marcovalerioricci.net/?p=935#comment-1723</guid>
		<description>Grazie per la domanda Blogmasterpg, non posso darti una risposta nel tuo specifico caso, avrei bisogno di avere qualche informazione in più.
La risposta che ti do in questa sede quindi è basata su un caso generico e non necessariamente attinente alla tua situazione personale.
Incontro spesso persone che mi parlano di percorsi che dovrebbero collocarli nell&#039;ambito del &quot;coaching&quot;, spesso provengono dall&#039;ambito della formazione, della crescita personale, della terapia o della consulenza aziendale. In linea di principio non c&#039;è nulla da eccepire sul fatto che una persona possa aver seguito un&#039;innumerevole varietà di percorsi per raggiungere una meta &quot;comune&quot;. In realtà bisogna partire dalla definizione di Coach: un mezzo di trasporto. Cioé una persona che possiede un atteggiamento orientato al supporto dell&#039;altro o del gruppo e che lo esplicita in forma non direttiva, cioé fa domande, definite &quot;potenti&quot;, che portano l&#039;individuo o il gruppo a raggiungere quella presa di coscienza che permette di raggiungere con aggiore rapidità la meta individuata all&#039;inizio del percorso/sessione di coaching.
Il Coaching è un approccio che nasce all&#039;inizio degli anni &#039;80 e prende i fondamenti teorici dalla Psicosintesi di Roberto Assagioli. Da quel punto in avanti, come la maggior parte delle discipline non regolamentate si diffonde con varie declinazioni, alcune più legate al business, altre all&#039;ambito life, altre ancora allo sport, relazioni, pnl e metodologie affini. In Italia il primo libro pubblicato, di cui sono a conoscenza e che all&#039;epoca lessi avidamente e applicai con assiduità, è un testo di Robert W. Lucas per Mc Grow Hill &quot;Coaching : le qualità del &quot;manager allenatore&quot; ed è del 1998. Ma il boom/moda è esploso negli ultimi 4-5 anni. Pensa che già alla fine del 2001 contribuivo a creare a Milano la European Coaching School, esperienza terminata dopo pochi mesi essendo ancora troppo avanti rispetto alla maturità del mercato e non adeguatamente supportata dal pool di professionisti che erano ancora troppo legati al mondo della &quot;motivazione&quot; - la moda degli anni &#039;90.
Cosa fare per certificarsi come Coach...? Ti do la risposta vera e poi quella sensata. La risposta vera è: scrivi sul biglietto da visita e sulla porta &quot;Coach&quot; e ti sei certificato, ahimé. Cioé, non esiste nessuna regolamentazione, in nessuno stato al mondo che impedisca di farlo, è solo una questione etica, e, purtroppo, tantissime persone che sono sul mercato fanno così.
Ecco la risposta sensata, dettata anche dal ftto che sono il direttore di una Scuola di Coaching, e che sono autorizzato a rilasciare le certificazioni come NLP Coach da parte dell&#039;NLP Society: segui un percorso che ti insegni i fondamenti teorici e pratici del coaching, che ti trasmetta i fondamenti etici e le competenze che ti permettono di aiutare le persone a raggiungee i loro risultati in maniera indipendente, senza che tu in alcun modo ti sostituisca a loro in questo compito. Impara a distijuere tra le varie figure professionali (Coach, Terapeuta, Psicologo, Mentore, Counselor ecc.) in maniera da poter indirizzare le persone verso la figura professionale più adeguata alle sue esigenze (puoi battere un chiodo anche con una chiave inglese, ma con un martello è meglio!) ;-). Detto questo ti consiglio di informarti anche sulle varie scuole, hanno approcci diversi, anche dal punto di vista teorico (chi fa PNL, chi ne parla malissimo, chi ti certifica con un corso di appena 60 h, chi, come all&#039;Accademia Dei Coach, di cui sono il direttore, in quasi due anni e oltre 400h). Segui un percorso personale con vari Coach per capire qual&#039;è l&#039;approccio che risuona meglio con te e poi scegli.
Un&#039;ultima nota, esiste la &quot;FIC&quot;, non è quel che pensi, non ho dimenticato l&#039;ultima lettera, è la Federazione Italiana Coach, rappresentante per l&#039;Italia di una delle più diffuse associazioni di Coach nel mondo, l&#039;ICF. Dalla sua nascita, per alcun anni ne sono stato un fortissimo sostenitore, poi, deluso come molti, ho scelto di prendere le distanze in maniera netta. Il mio suggerimento è di dare un&#039;occhiata, ma molto approfondita e non limitarsi alla prima impressione, potrebbe essere quello che cerchi, ma anche no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la domanda Blogmasterpg, non posso darti una risposta nel tuo specifico caso, avrei bisogno di avere qualche informazione in più.<br />
La risposta che ti do in questa sede quindi è basata su un caso generico e non necessariamente attinente alla tua situazione personale.<br />
Incontro spesso persone che mi parlano di percorsi che dovrebbero collocarli nell&#8217;ambito del &#8220;coaching&#8221;, spesso provengono dall&#8217;ambito della formazione, della crescita personale, della terapia o della consulenza aziendale. In linea di principio non c&#8217;è nulla da eccepire sul fatto che una persona possa aver seguito un&#8217;innumerevole varietà di percorsi per raggiungere una meta &#8220;comune&#8221;. In realtà bisogna partire dalla definizione di Coach: un mezzo di trasporto. Cioé una persona che possiede un atteggiamento orientato al supporto dell&#8217;altro o del gruppo e che lo esplicita in forma non direttiva, cioé fa domande, definite &#8220;potenti&#8221;, che portano l&#8217;individuo o il gruppo a raggiungere quella presa di coscienza che permette di raggiungere con aggiore rapidità la meta individuata all&#8217;inizio del percorso/sessione di coaching.<br />
Il Coaching è un approccio che nasce all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 e prende i fondamenti teorici dalla Psicosintesi di Roberto Assagioli. Da quel punto in avanti, come la maggior parte delle discipline non regolamentate si diffonde con varie declinazioni, alcune più legate al business, altre all&#8217;ambito life, altre ancora allo sport, relazioni, pnl e metodologie affini. In Italia il primo libro pubblicato, di cui sono a conoscenza e che all&#8217;epoca lessi avidamente e applicai con assiduità, è un testo di Robert W. Lucas per Mc Grow Hill &#8220;Coaching : le qualità del &#8220;manager allenatore&#8221; ed è del 1998. Ma il boom/moda è esploso negli ultimi 4-5 anni. Pensa che già alla fine del 2001 contribuivo a creare a Milano la European Coaching School, esperienza terminata dopo pochi mesi essendo ancora troppo avanti rispetto alla maturità del mercato e non adeguatamente supportata dal pool di professionisti che erano ancora troppo legati al mondo della &#8220;motivazione&#8221; &#8211; la moda degli anni &#8217;90.<br />
Cosa fare per certificarsi come Coach&#8230;? Ti do la risposta vera e poi quella sensata. La risposta vera è: scrivi sul biglietto da visita e sulla porta &#8220;Coach&#8221; e ti sei certificato, ahimé. Cioé, non esiste nessuna regolamentazione, in nessuno stato al mondo che impedisca di farlo, è solo una questione etica, e, purtroppo, tantissime persone che sono sul mercato fanno così.<br />
Ecco la risposta sensata, dettata anche dal ftto che sono il direttore di una Scuola di Coaching, e che sono autorizzato a rilasciare le certificazioni come NLP Coach da parte dell&#8217;NLP Society: segui un percorso che ti insegni i fondamenti teorici e pratici del coaching, che ti trasmetta i fondamenti etici e le competenze che ti permettono di aiutare le persone a raggiungee i loro risultati in maniera indipendente, senza che tu in alcun modo ti sostituisca a loro in questo compito. Impara a distijuere tra le varie figure professionali (Coach, Terapeuta, Psicologo, Mentore, Counselor ecc.) in maniera da poter indirizzare le persone verso la figura professionale più adeguata alle sue esigenze (puoi battere un chiodo anche con una chiave inglese, ma con un martello è meglio!) <img src='http://marcovalerioricci.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . Detto questo ti consiglio di informarti anche sulle varie scuole, hanno approcci diversi, anche dal punto di vista teorico (chi fa PNL, chi ne parla malissimo, chi ti certifica con un corso di appena 60 h, chi, come all&#8217;Accademia Dei Coach, di cui sono il direttore, in quasi due anni e oltre 400h). Segui un percorso personale con vari Coach per capire qual&#8217;è l&#8217;approccio che risuona meglio con te e poi scegli.<br />
Un&#8217;ultima nota, esiste la &#8220;FIC&#8221;, non è quel che pensi, non ho dimenticato l&#8217;ultima lettera, è la Federazione Italiana Coach, rappresentante per l&#8217;Italia di una delle più diffuse associazioni di Coach nel mondo, l&#8217;ICF. Dalla sua nascita, per alcun anni ne sono stato un fortissimo sostenitore, poi, deluso come molti, ho scelto di prendere le distanze in maniera netta. Il mio suggerimento è di dare un&#8217;occhiata, ma molto approfondita e non limitarsi alla prima impressione, potrebbe essere quello che cerchi, ma anche no.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Blogmasterpg</title>
		<link>http://marcovalerioricci.net/qual-e-l%e2%80%99utilita-del-coaching-che-svolgo-nelle-sedi-di-roma-e-di-aosta/comment-page-1/#comment-1693</link>
		<dc:creator>Blogmasterpg</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 16:50:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://marcovalerioricci.net/?p=935#comment-1693</guid>
		<description>Vorrei sapere una cosa: io , nella mia non breve vita ho fatto un particolre lavoro che in pratica dopo 4-5 anni mi divrebbe collocare nel &#039;coaching&#039;. Dato che, come potrai comprendere, all&#039;epoca non c&#039;erano diplomi - nè si chiamava coaching -  come potrei fare per essere riconosciuto? oppure come dovrei fare per un eventuale esame, sempre che ce ne sia uno? grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei sapere una cosa: io , nella mia non breve vita ho fatto un particolre lavoro che in pratica dopo 4-5 anni mi divrebbe collocare nel &#8216;coaching&#8217;. Dato che, come potrai comprendere, all&#8217;epoca non c&#8217;erano diplomi &#8211; nè si chiamava coaching &#8211;  come potrei fare per essere riconosciuto? oppure come dovrei fare per un eventuale esame, sempre che ce ne sia uno? grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
