Alcune persone sono straordinariamente abili nel ricordare le esperienze piacevoli. Altri hanno la stessa abilità, ma si specializzano nel ricordare esperienze tristi o dolorose. Sono così abili che recuperano dalla memoria il minimo dettaglio anche se l’evento è ormai lontano nel tempo. Lo rendono credibile, intenso e reale, ma così non riescono a percepire le opportunità che il presente offre. Sono totalmente associati al passato e dissociati dal momento presente, con tutte le conseguenze che questo comporta.
Parlando di questo a cena da amici mi è venuta in mente una metafora efficace come mezzo per ricontestualizzare pensieri o ricordi negativi ricorrenti.
Immaginate di avere il viso così vicino ad una parete da sfiorarla. Cosa riuscite a vedere? Potete sapere di che edificio si tratta? Potrebbe essere il muro di un palazzo, una recinzione in mattoni o le mura di casa vostra. Non potete dirlo, e di conseguenza non sapete come agire in quanto non sapete di che si tratta.
Per trovare una via d’uscita dovete fare un passo indietro. Sapete dire quanto è alto dalla distanza di un metro? No? Allora fate un altro passo. Arrivati a un paio di metri da quel muro vi rendete conto che pare un palazzo.
Indietreggiando di qualche metro iniziate a valutare l’altezza reale e riuscite a farvi un’idea precisa soltanto spostandovi di qualche isolato. Solo da un paio di chilometri potete vedere il contesto completo della città.
Così come questo è vero nella realtà fisica, lo è ancora di più nella nostra percezione mentale ed emozionale.
Quando facciamo un “passo indietro”, otteniamo una visione più vasta e molto arricchita di ciò che stiamo vivendo, e otteniamo ciò che Einstein intendeva quando diceva
“Nessun problema può essere risolto allo stesso livello a cui è stato posto”.
Se c’è un problema, fare un passo indietro aiuta a staccarsene e risolverlo.
Fatemi sapere i vostri risultati qui sotto nella sezione commenti e “Vivete sempre con passione!”
Marco Valerio



Leave a Reply